Nodrive
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Note della beta pubblica

Nodrive 0.50.5

. Un aggiornamento visibile di account, pannello del disco, cestino e cronologia, senza modifiche ai dati esistenti.

Sezione 02

🆕 Senza dischi, la schermata diventa il primo passo

Prima, appena entrato, chi non aveva ancora creato niente vedeva due intestazioni di sezione vuote con sotto «Nessun disco. Creane uno qui sopra» — cioè gli si diceva dove non guardare, e lo si rimandava a una barra in alto.

Ora quello spazio spiega il modello in una riga e offre le tre strade (questo computer, il tuo cloud, Nodrive Cloud) come schede scegliibili — le stesse della creazione, non una seconda copia che poi diverge. E «Indietro» torna da dove sei venuto, invece che sempre allo stesso posto.

Sezione 03

💽 Il pannello del disco: una porta sola, a schede

Erano due modali — «Impostazioni disco» e «Gestione disco» — e bisognava ricordare dietro quale delle due stesse «Sposta».

Ora è una modale con le schede, come il pannello dell'account:

Generale · Spazio · Offline (solo dischi cloud) · Supporto · Zona pericolo

  • Spazio ora dice anche quante cose ci sono dentro (file e cartelle): prima quel numero stava solo sulla card, e chi apriva «Spazio» per sapere quanto è grande il disco riceveva metà risposta.
  • Supporto non è più tre pulsanti in fila: ogni voce ha il suo titolo e cosa comporta, scritti a schermo. Quelle spiegazioni c'erano già, ma nel suggerimento del mouse — dove non le trova chi non sa che ci sono.
  • Le tre metriche sono in micro-riquadri affiancati, e «Utilizzato» porta la percentuale accanto: 36,2 GB · 36%. Il numero da solo non dice se sei vicino al limite.
  • La finestra non cambia più misura passando da una scheda all'altra.

Sezione 04

🗑 Cestino: si selezionano più elementi insieme

C'erano i due estremi — un elemento per volta, oppure svuota tutto — e in mezzo niente: chi cancellava una cartella e ne voleva indietro metà faceva N ripristini.

Ora la selezione funziona come nel cestino di Windows: clic, Ctrl+clic per aggiungere, Maiusc+clic per l'intervallo, Ctrl+A per tutto. Una barra compare quando qualcosa è selezionato, con «Ripristina» ed «Elimina». Funziona anche da tastiera (frecce, Spazio). Esc ora annulla la selezione, e solo al secondo colpo chiude.

Se un ripristino non riesce su qualche elemento (per esempio perché il percorso è di nuovo occupato), l'operazione prosegue e ti dice cosa non è andato: «7 su 10. Non è riuscito su: relazione.pdf». Non si ferma al primo intoppo lasciandoti senza sapere a che punto è arrivata — e non sovrascrive mai niente per far tornare i conti.

Il testo di apertura ora è: «I file eliminati da questo disco restano recuperabili — senza scadenza — finché non li elimini definitivamente». Prima diceva «finché non svuoti il cestino», che era falso da quando si eliminano anche uno alla volta.

Sezione 05

🕘 Cronologia: prima i punti, poi la spiegazione

Prima di vedere una sola riga di cronologia si leggevano quattro blocchi di testo: 75 parole con dentro checkpoint, punti manuali, punti periodici, immutabilità, finestra di 30 giorni e semantica del ripristino; poi una nota fra parentesi sulle versioni dei singoli file; poi la legenda della colonna «Modifiche», a schermo anche quando quella colonna era vuota.

Ora: un sottotitolo, il campo per creare il punto, e i dettagli in un riquadro. La legenda è diventata il suggerimento della colonna che spiega.

  • I punti sono su una linea del tempo: pallino pieno se l'hai creato tu, vuoto se l'ha salvato l'app, con un badge che lo dice a parole — Manuale / Automatico.
  • Ora è scritto perché su certi punti manca il cestino: quelli salvati a una sincronizzazione o alla chiusura del disco seguono la conservazione del cloud e non si eliminano a mano. Prima la differenza si scopriva solo notando l'assenza del pulsante.
  • «Scopri le versioni dei file» è un comando invece di una nota in corsivo fra parentesi: le versioni di un singolo file stanno in Esplora file, e ora c'è un posto che lo dice.

Sezione 06

🔑 Recovery key: il riquadro giusto, al momento giusto

Il riquadro con «Conservala offline o nel gestore di password» era azzurro informativo e stava sopra la chiave — quindi l'istruzione su dove tenerla si leggeva prima di avere qualcosa da tenere, e quando arrivavi alla spunta «l'ho salvata» era già scorsa via.

Ora sopra la chiave c'è cos'è («è il modo per rientrare se dimentichi la password: non te la mostreremo più, e Nodrive non può recuperarla al posto tuo»), e sotto i pulsanti c'è come conservarla, in ambra — non è un errore, ma saltarlo non si corregge dopo.

Sezione 07

✏️ Campi password con l'etichetta sopra

«Password» e «Conferma password» erano solo segnaposto, che spariscono alla prima lettera digitata — proprio quando servono a chi si è fermato a metà e non ricorda più quale campo sta compilando. Ora sono etichette vere.

Sezione 08

ℹ️ Informazioni su Nodrive

La finestra è stata rifatta: logo, versione, build, canale, stato aggiornamenti e i collegamenti, con «Copia i dati di versione» per incollare tutto in una segnalazione. Ora si chiude anche con Esc.

Sezione 09

🔒 Il log diagnostico della beta non scrive i nomi dei tuoi file

Il log verboso — quello che annota i percorsi in chiaro — era acceso in base al profilo di compilazione, non al canale. La beta viene compilata in debug per includere gli strumenti di diagnosi, e si portava dietro anche quello.

Ora il valore predefinito è una proprietà del canale: nella beta è spento. La barra rossa «Log diagnostico verboso attivo» con i pulsanti Interrompi ed Elimina log apparteneva a quel modo e non compare più.

Non perdi niente in diagnostica: anche senza verboso il log registra gli errori, i tempi e le versioni, e i percorsi ci sono in forma pseudonimizzata (file#a1b2c3d4, con una chiave casuale per sessione, non reversibile). Basta a seguire cosa è successo, senza dire a cosa.

Sezione 10

🐞 Correzioni

  • In inglese il cestino parlava italiano. Tre testi erano scritti a mano nel codice, e due di essi sovrascrivevano traduzioni che esistevano già: l'etichetta «Pulisci N elementi tecnici», il suo suggerimento e lo stato «Cestino vuoto.».
  • La scheda Spazio diceva lo stesso numero due volte, con due nomi: «fisici» era l'«Utilizzato» del riquadro sopra. Al suo posto ora c'è la dimensione dei file.
  • La spiegazione fra byte occupati e dimensione dei file era vera in una direzione sola — diceva che l'occupato può superare i file, ma su un disco reale si legge il contrario, perché i dati vengono compressi e i blocchi identici condivisi. Ora dice entrambe le direzioni.
  • «Svuota cache» libera spazio ma mantiene i file resi offline» si leggeva come una contraddizione. Ora è detto che le copie sono di due specie — quelle dei file che hai reso disponibili offline e quelle dei file che hai solo aperto — e che il pulsante cancella solo le seconde.
  • 1 TB si leggeva «1.024,00 GB» in alcuni punti: mancava l'unità TB.
  • Numero e unità della capacità erano disallineati di quattro pixel.
  • Il contatore dei caratteri della descrizione è salito sulla riga dell'etichetta: sotto al riquadro sembrava riferirsi al campo successivo.
  • L'icona a occhio dei campi password ora è centrata verticalmente.
  • Eliminando un disco dal cestino dischi la clessidra lampeggiava.

Sezione 11

💻 Requisiti di sistema

  • Windows 10 (versione 1709 o successiva) oppure Windows 11, a 64 bit. Windows 7 e 8.1 non sono supportati: la finestra dell'app usa WebView2 (il motore di Microsoft Edge), che su quei sistemi non è più supportato. Su Windows 11 e sui Windows 10 aggiornati WebView2 c'è già.
  • PC Windows con processore ARM: non supportati (non produciamo una build per quell'architettura).
  • WinFsp installato: è il componente che fa comparire il disco come unità (D:, E:…). Non è incluso nell'app — Nodrive rileva se manca e mostra il link per scaricarlo. È l'unico passaggio che chiede i diritti di amministratore; Nodrive si installa solo per il tuo utente.
  • Windows Server (2019/2022): non testato.
  • Per la verifica in due passaggi: serve Windows Hello configurato (impronta, volto o PIN), oppure una chiave di sicurezza FIDO2, oppure un telefono con Bluetooth. Non è obbligatoria: senza, Nodrive funziona esattamente come prima. ⚠️ Una chiave di sicurezza non è una comune chiavetta USB di memoria: è un dispositivo fatto apposta, che non compare come disco, e va impostato un PIN su di essa perché Windows la proponga.

⚠️ L'installer non è ancora firmato: Windows mostrerà un avviso SmartScreen con "Editore sconosciuto". Puoi proseguire da Ulteriori informazioni → Esegui comunque. La firma è in programma.

Sezione 12

📌 Limiti noti

  • «Novità di questa versione», dentro Informazioni, apre nodrive.cloud/note/0.50.5: se la pagina non è ancora pubblicata, il browser mostrerà un errore. Le release notes le trovi comunque qui.
  • Termini di utilizzo e Informativa Privacy non sono ancora raggiungibili dall'app: i testi sono in preparazione. Restano valide le condizioni della beta, che trovi in Informazioni su Nodrive e nella scheda Privacy del pannello account.
  • La recovery key copiata con «Copia» resta negli appunti di Windows, e con la cronologia appunti (Win+V) anche dopo. Se puoi, usa «Salva come file…»; altrimenti copia qualcos'altro subito dopo.
  • Restano i limiti della 0.50.1 sullo spostamento fra fornitori (a disco chiuso, tre traversate complete) e sul passaggio fra account e computer, che passa da esportazione e reimportazione.
  • L'autorizzazione ai fornitori scade in fretta perché le nostre app presso di loro sono ancora in modalità di prova. Si risolve pubblicandole, ed è in programma prima dell'apertura al pubblico.

Sezione 13

🧪 Cosa aiuta di più provare

  1. In inglese. Premi EN e gira per l'app, soprattutto il cestino di un disco: è la correzione che non si vede in italiano.
  2. Il cestino con parecchi file dentro: selezione con Ctrl+clic e Maiusc+clic, ripristino di un gruppo, e cosa dice quando qualcosa non riesce.
  3. Il pannello del disco su un disco montato e su uno chiuso: le schede devono restare e spiegare perché una cosa è spenta, non sparire.
  4. La cronologia di un disco cloud con punti manuali e automatici insieme: il badge e il pallino devono distinguerli a colpo d'occhio, e sui punti non eliminabili la riga deve dire perché.
  5. Il pannello account senza aver mai collegato un account: deve funzionare in forma ridotta, e diagnostica e feedback devono essere raggiungibili lo stesso.